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Spiriti Liberi

Un gruppo spontaneo, un sodalizio tra donne e uomini per il bene comune in situazioni concrete

Il manifesto del gruppo è la Costituzione della Repubblica Italiana. L’Obiettivo del gruppo, del sodalizio, SPIRITI LIBERI è agire per il Bene Comune. Aderiscono al gruppo persone, donne e uomini, di ogni schieramento ed orientamento politico, religioso, sindacale, ecc…. Il gruppo non si avvale del tesseramento e tanto meno di organigrammi ed ogni SPIRITO LIBERO risponde in proprio, in ogni sede, delle iniziative che intraprende con il nome del sodalizio che è “SPIRITI LIBERI”.

Quando ci sono le elezioni, ad ogni livello, ogni SPIRITO LIBERO farà le proprie scelte e non coinvolgerà in alcun modo il gruppo degli SPIRITI LIBERI. Nel corso dell’anno solare ci saranno solo due incontri di tutti gli SPIRITI LIBERI – uno in gennaio e l’altro in giugno o in altri due mesi – per condividere le iniziative realizzate o da realizzarsi per il bene comune.

Per ora hanno aderito a SPIRITI LIBERI:  Francesco Bonamico di Bra, Gianni Rinaudo di Cherasco, Alberto Fiora di San Bartolomeo, Margherita Groppo di Sommariva Bosco, Fausto Macario di Vernante, Giuseppe Stra di Bra, Monica Conte di Sagrado D’Isonzo, Luciano Casasole di Fossano, Celestino Fissore di Cappellazzo di Cherasco, Pio Giverso di Vinadio, Giacomino Taliano di Montà d’Alba, Gino Scarsi di Canale,  Margherita Almondo di Alba, Fulvia Gueli di Reggio Emilia , Michele De Vita di Alba , Carlo  Rinaldi di Farigliano , Piero Canobbio di Rapallo-Barolo, Giovanni Trombetta di Torino, Valeria Castagnino di Bra, Giancarlo Contratto di Monchiero, Mauro La Martina di Racconigi, Matteo  Cavallera di Cuneo, Piermario Giordano di Borgo, Eugenio Probati di Milano, Gianfranco Piccinelli di Ormea, Sabina Ferrero di Magliano Alfieri,   …

Manifesto

l manifesto del gruppo è la Costituzione della Repubblica  Italiana.

Principi fondamentali

Art. 1 L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.

Art. 2 La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.

Art. 3 Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

Art. 4 La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto. Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società.

Art. 5 La Repubblica, una e indivisibile, riconosce e promuove le autonomie locali; attua nei servizi che dipendono dallo Stato il più ampio decentramento amministrativo; adegua i principi ed i metodi della sua legislazione alle esigenze dell’autonomia e del decentramento.

Art. 6 La Repubblica tutela con apposite norme le minoranze linguistiche.

Art.7 Lo Stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani. I loro rapporti sono regolati dai Patti Lateranensi. Le modificazioni dei Patti accettate dalle due parti, non richiedono procedimento di revisione costituzionale.[1]

Art. 8 Tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge. Le confessioni religiose diverse dalla cattolica hanno diritto di organizzarsi secondo i propri statuti, in quanto non contrastino con l’ordinamento giuridico italiano. I loro rapporti con lo Stato sono regolati per legge sulla base di intese con le relative rappresentanze. [2]

Art. 9 La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione.

Art. 10 L’ordinamento giuridico italiano si conforma alle norme del diritto internazionale generalmente riconosciute. La condizione giuridica dello straniero è regolata dalla legge in conformità delle norme e dei trattati internazionali. Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l’effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d’asilo nel territorio della Repubblica secondo le condizioni stabilite dalla legge. Non è ammessa l’estradizione dello straniero per reati politici. [3]

Art. 11 L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.

Art. 12 La bandiera della Repubblica è il tricolore italiano: verde, bianco e rosso, a tre bande verticali di eguali dimensioni. cfr: http://www.governo.it/governo/costituzione/principi.html

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